Tunisi, la strage del Bardo

Tunisi, la strage del Bardo

  • 18 marzo 2015

Vorremmo finalmente poter scrivere che… l’orrore è finito. Vorremmo finalmente non dover più commemorare omicidi. Ma sappiamo che è solo una speranza ed un auspicio che ci viene dal cuore e non dalla ragione. Non è finita purtroppo, la mattanza continua e continuerà.

L’azione terroristica di cui oggi parliamo era originariamente rivolta a colpire il cuore della nascente democrazia tunisina, il Suo Parlamento, ed è poi sfociata in un obiettivo secondario, il Museo del Bardo di Tunisi, probabilmente casuale, eppure capace di ricollegarci immediatamente alle immagini dei musei e dei siti archeologi dell’Iraq e della Libia devastati e presi a martellate, alle chiese profanate della Siria con le bandiere nere dell’Isis sulle croci abbattute.

24 morti e tantissimi feriti in gran parte inermi turisti occidentali fra i quali diversi nostri connazionali: questo al momento è il bilancio della strage terroristica.
Povere vittime innocenti annientate dal furore odioso del terrorismo islamico che oggi colpisce chiunque e ovunque con micidiale determinazione e con l’obiettivo di diffondere paura ed odio e di minare le fondamenta delle democrazie. Quello di Tunisi, come già istituzionalmente stigmatizzato, è un attacco non solo al Paese tunisino ma a tutti noi.

Noi però, come dichiarato dal nostro Presidente della Repubblica, non ci faremo intimidire. Occorre ormai che, a tanta ferocia, si risponda con la necessaria determinazione volta a estirpare questo cancro e render inoffensivi coloro che con la loro violenza sanguinaria si macchiano di atti di terrorismo, veri e propri crimini contro l’umanità intera.

Vogliamo esprimere solidarietà ai feriti ed alle famiglie dei caduti per la strage di Tunisi. Un particolare pensiero lo rivolgiamo ai nostri connazionali piemontesi periti. Torino ancora una volta ha pagato un tributo di sangue elevatissimo. E’ stata nuovamente colpita al cuore: ieri dal terrorismo rosso interno negli anni “Anni di piombo” oggi da quello islamico.

Per AIVITER

Roberto C. Della Rocca