COMUNICATO STAMPA: Caso Battisti

COMUNICATO STAMPA: Caso Battisti

  • 30 dicembre 2010

L’ufficio di presidenza dell’Associazione Italiana Vittime del terrorismo (AIVITER) esprime la sua vicinanza e solidarietà alle famiglie di Andrea Campagna, Lino Sabbadin, Antonio Santoro e Pierluigi Torregiani, vittime dei “Proletari Armati per il Comunismo”.

Se le anticipazioni fornite dagli organi di informazione saranno, nelle prossime ore, confermate, chiediamo che lo schiaffo inflitto alle Istituzioni, al popolo italiano e alla famiglie delle vittime da parte di un presidente a fine mandato e senza più alcuna responsabilità, che nega l’estradizione al pluriomicida Cesare Battisti, riceva una risposta pronta, forte ed univoca da parte del nostro Governo.

E’ del tutto evidente che il presidente brasiliano uscente, Luiz Inacio Lula da Silva, con i suoi trascorsi biografici di esponente della sinistra rivoluzionaria latinoamericana, abbia ceduto alla versione che la difesa di Cesare Battisti ha costruito in Brasile, come precedentemente in Francia, dipingendo l’Italia degli anni ’70 come un paese golpista e repressivo. Coprendo i suoi omicidi da un manto ideologico non dissimile da quello del presidente brasiliano, Battisti ha ottenuto ciò che si fornisce ad un sodale. E’ però notorio che Battisti non è stato giudicato dal tribunale di una dittatura militare, ma da quello di un paese democratico che tra l’altro ha sconfitto il terrorismo anche attraverso una poco nobile legislazione premiale, grazie alla quale – a distanza di 30 anni dagli eventi – non vede da tempo quasi più nessun ex terrorista in carcere.
Oggi ancor più grave è l’accusa indiretta sottostante alla presunta motivazione della decisione: quel rischiare la vita se l’ex terrorista dei PAC tornasse nel nostro paese. Questa motivazione, infatti, offende profondamente l’Italia, in quanto avalla l’immagine di un paese non democratico e privo delle tutele dei diritti fondamentali dell’uomo.

Se la decisione sarà oggi confermata, AIVITER, ritenendola una ulteriore gravissima offesa alle vittime del terrorismo e alle loro famiglie che da troppi anni attendono giustizia, ma scevra anche in questo caso da qualsiasi desiderio di vendetta, richiede che gli organi italiani istituzionalmente competenti inoltrino una decisa protesta formale e un richiamo al Governo della Repubblica federativa del Brasile per il rispetto dei trattati internazionali sottoscritti in materia di estradizione, come sollecitato dal nostro Parlamento con votazione unanime il 26 febbraio 2009 sulla mozione n. 1/00096, approvata dal governo.