Intervento del Presidente Aiviter Notaristefano al convegno europeo

Intervento del Presidente Aiviter Notaristefano al convegno europeo

  • 4 novembre 2011

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Torino 4 novembre 2011

Saluti autorità

Saluti delegazioni internazionali

Saluti ai soci e ai convenuti

Due anni e mezzo fa eravamo riuniti in un contesto simile nella sala rossa del Consiglio Comunale di Torino. In quell’occasione ricordammo con tristezza il secondo anniversario della scomparsa del presidente e fondatore di Aiviter, Maurizio Puddu. Oggi, prima di iniziare i lavori, con altrettanta tristezza dobbiamo ricordare una persona indimenticabile che intervenne in quella conferenza, il Procuratore della Repubblica Maurizio Laudi, nostro socio onorario, che morì pochi mesi dopo, mentre era impegnato con noi in una importante battaglia per far attribuire al terrorismo lo status di crimine contro l’umanità nel diritto internazionale.

Di quella conferenza del 2009 voglio ancora ricordare un intervento molto pregnante dell’allora Sindaco Sergio Chiamparino, in seguito al quale la Città di Torino aderì all’ Aiviter come socio istituzionale. Oggi, che siamo ospiti del Centro Incontri della Regione Piemonte, possiamo annunciare che anche la Giunta regionale ha deliberato l’ adesione alla nostra Associazione. Ora tutti e tre gli enti territoriali che da sempre ci sostengono e che hanno efficacemente collaborato nell’organizzazione e per la miglior riuscita di questo convegno, sono nostri soci istituzionali, essendolo da tempo anche la Provincia. Si tratta di un autorevole riconoscimento che apprezziamo molto e che riteniamo particolarmente importante. Lo consideriamo infatti rivolto a quella parte della società civile colpita dal terrorismo che cerchiamo al meglio di rappresentare, ma anche all’opera di memoria e di valorizzazione – pure educativa – che queste persone, le loro famiglie, i superstiti, rappresentano per se stesse e ovunque venga raccolta la loro testimonianza.

Sulla cura e custodia della memoria degli eventi e delle vittime – che è tra i più importanti dettati statutari della nostra Associazione – non possiamo non cogliere questa occasione per chiedere alla nostra Città di fare uno sforzo ulteriore nella direzione verso la quale si era già espresso il sindaco Chiamparino. Quello di promuovere, sollecitando anche un coordinamento con la Regione e la Provincia, la realizzazione di un monumento dedicato a tutte le vittime italiane del terrorismo. Di tutti i terrorismi. E’ appena il caso di soggiungere che monumenti analoghi esistono a Milano, a Genova, a Padova e in altre città. Non è possibile che Torino, la sua Provincia e la Regione Piemonte, che tanto hanno sofferto negli anni bui del terrorismo, non abbiano un luogo dove poter ricordare, onorare e celebrare le loro vittime, così come avviene non solo in Italia, ma anche – ce lo possono testimoniare le delegazioni internazionali qui presenti – nelle altre città europee. TORINO DEVE AVERE IL SUO MONUMENTO! CHIEDIAMO IN PROPOSITO UN IMPEGNO INELUDIBILE!
Sulla valorizzazione del ruolo delle vittime, con la loro parola, la loro voce, la loro testimonianza sono stati fatti passi importanti nell’ultimo decennio. Gli attacchi dell’11 settembre 2001, le cui vittime Aiviter ha avuto l’onore di celebrare recentemente a New York su invito della Farnesina e del Dipartimento di Stato USA, hanno rappresentato un fenomeno che dalla dimensione locale nazionale, ha compiuto un balzo nel contesto di un mondo ormai completamente interconesso e globalizzato. Il fenomeno terroristico, con le guerre che sono seguite a sua cagione, sono la tragedia con cui si aperto il nuovo millennio.
Questo ha determinato un approfondimento di studi, di analisi, di politiche e di strategie per la prevenzione e il contrasto del grave fenomeno che va combattuto anche in termini culturali.
Così le vittime del terrorismo, anche quelle del XX secolo dimenticate da tutti per decenni, hanno negli ultimi tempi assunto man mano un valore e un ruolo nuovi. Sono state come “riscoperte”. Riscoperte da giornalisti intelligenti, dai figli stessi delle vittime che hanno preso in mano la penna, da studiosi che ne fanno oggetto delle loro ricerche, alcuni dei quali parleranno più tardi nel corso delle tavole rotonde.
Intanto pare opportuno evidenziare come siano presenti oggi con noi anche i familiari di Antonio Santoro e Lino Sabbadin. Sonodue delle quattro vittime degli atroci delitti di quel Cesare Battisti per il quale ancora recentemente il Brasile ha vergognosamente negato l’estradizione da più parti richiesta con insistenza.
La voce delle vittime ha comunque continuato a girare, sui media, anche sui nuovi media, nei vari paesi dell’Europa, grazie alle acute politiche della Commissione Europea. Le Associazioni delle vittime hanno creato una rete che promuove, ormai da quattro anni, incontri periodici non solo di commemorazione, ma anche di confronto e approfondimento dei temi connessi al terrorismo e alle sue vittime.
L’intento del convegno odierno è quello di provare a fare il punto su come questa voce sia approdata nelle produzioni di film documentari, di libri, di siti internet in Italia e nei vari paesi europei. Provare inoltre a verificare quali sono stati i problemi e quali sono le sfide future che ci attendono, in particolare verso tutte le prassi che possono prevenire la cultura di morte dei radicalismi ed estremismi a monte dei vari terrorismi.
Non perdendo mai di vista quello che ho definito uno dei precipui compiti statutari del nostro sodalizio, ma anche di tutte le Associazioni europee consorelle: la cura e la custodia della “memoria storica”, impedendo che l’oblio nasconda il fenomeno terroristico e il sacrificio delle vittime, risultando così un utile strumento di riflessione per tutti e in particolare per le giovani generazioni che non hanno conosciuto e vissuto i tragici anni del terrorismo.

Dante Notaristefano
Presidente AIVITER

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