IL CASO BATTISTI. L’estradizione negata.

IL CASO BATTISTI. L’estradizione negata.

  • 14 gennaio 2009

Apprendiamo dai media la decisione del ministro della giustizia brasiliano di negare l’estradizione in Italia di Cesare Battisti, per i reati di omicidi, rapine ecc… da lui commessi nel nostro paese e per i quali gli è stata inflitta dalla giustizia italiana la condanna definitiva all’ergastolo. Il Battisti, appartenente al gruppo di estrema sinistra Proletari Armati per il Comunismo, si è sottratto rifugiandosi dapprima in Messico ed in Francia, ove potè godere per lunghi anni del “diritto di asilo quale rifugiato politico”, grazie alla dottrina Mitterand, fruendo così della piena immunità per i gravissimi delitti commessi.
Ci chiediamo, ma chiediamo anche ai cittadini brasiliani, come avevamo chiesto ai cittadini francesi per il caso Petrella, quale sarebbe la loro reazione qualora un loro connazionale che avesse commesso in Brasile gli stessi reati di cui si è macchiato Battisti, potesse godere della piena immunità in Italia.
La decisione brasiliana è stata fondata su una presunta persecuzione politica nei confronti del pluriomicida Battisti, il quale nei giorni scorsi ha dichiarato di temere per la sua vita nel caso di eventuale rientro in Italia od un possibile sequestro da parte dei servizi segreti italiani.
Non ignoriamo le attività letterarie di Battisti e la sua predisposizione per il genere noir, nel quale ha ottenuto indubbi successi… Ma ora stiamo sfiorando il grottesco.
Sono ben note in tutto il mondo le garanzie in termini di rispetto dei diritti assicurate dallo stato italiano ai suoi residenti e non , come pure le garanzie riservate ai reclusi e la particolare generosità in termini di sconti della pena.
Nel caso in argomento, non vi è alcuna persecuzione politica, ma semplicemente la necessità – universale per qualsiasi Paese – che sia data attuazione a una sentenza definitiva pronunciata dalla giustizia di uno stato sovrano nei confronti di un suo cittadino riconosciuto colpevole di reati gravissimi commessi sul territorio nazionale. Trattandosi di condannato fuggito all’estero , l’estradizione non può essere negata con una pretestuosa ed inaccettabile motivazione.
L’Associazione esprime la più profonda indignazione per questa ennesima ingiustizia che ha cancellato con un colpo di spugna omicidi e sequestri, ferendo ulteriormente il popolo italiano, le vittime ed i loro familiari che hanno subito la cieca e sanguinaria violenza del terrorismo .
LASCINO LE AUTORITA’ BRASILIANE LA QUESTIONE ALLA ESCLUSIVA COMPETENZA DELLE ISTITUZIONI E DELLA GIUSTIZIA ITALIANA: IN TERMINI DI RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI IL NOSTRO STATO NON HA NULLA DA IMPARARE DA ALTRI PAESI, IN PARTICOLARE DAL BRASILE TRISTEMAMENTE NOTO PER I SUOI SQUADRONI DELLA MORTE E LE FREQUENTI MATTANZE NELLE CARCERI OVE I RECLUSI VIVONO IN CONDIZIONI SUBUMANE.
Ci auguriamo che dopo quasi trent’anni, mentre attendiamo ormai di assistere al tramonto della dottrina Mitterand in Francia, come promessoci recentemente dal Presidente Sarkozy, tali aberranti principi non trovino nuova linfa vitale in Sud America con una “neo dottrina Lula”.
Scevri anche in questo caso da qualsiasi desiderio di vendetta, richiediamo un fermissimo intervento degli organi istituzionalmente competenti italiani nei confronti dell’esecutivo brasiliano e quindi ogni possibile iniziativa tendente ad ottenere il rispetto dello stato di diritto italiano e la piena osservanza del diritto internazionale. Richiediamo pertanto una revisione della decisione giudiziaria adottata dal governo brasiliano che consenta l’estradizione del terrorista pluriomicida Battisti per scontare la giusta pena comminata.