Archivio vittime: 1980

  • della-rocca-roberto

    Della Rocca Roberto

    • 29 febbraio 1980

    Nella zona di Boccadasse un commando della “colonna Berardi” delle Brigate Rosse genovesi spara sette proiettili a Roberto Della Rocca.
    Il dirigente è colpito da due proiettili alle gambe e le sue condizioni non sono gravi.

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  • Moretti Giancarlo

    • 24 marzo 1980

    Nel cortile dell’università il professor Moretti si appresta a salire alla sessione d’esame quando due ragazzi giovanissimi, un ragazzo e una ragazza, descritti sui 16 anni, lo affrontano e la giovane gli spara 5 colpi. I due attentatori fuggono poi nella via confondendosi tra i passanti. Il professor Moretti ha due pallottole nella gamba destra, ma le sue condizioni non sono gravi.

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  • Alfio Zappalà

    • 18 dicembre 1980

    La guardia giurata Zappalà presta servizio presso la banca Cariplo di Zinasco. Durante una rapina reagisce al tentativo di disarmo e nella colluttazione che ne segue parte un colpo mortale.

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  • Emanuele Tuttobene

    • 25 gennaio 1980

    E’ assassinato intorno alle 13.15: la sua auto è intercettata dai terroristi che scaricano le loro pistole contro il tenente colonnello Tuttobene e il suo autista appuntato dei carabinieri Antonino Casu.
    Tuttobene lascia la moglie, Giuseppina Gilforte, e due figli.

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  • Walter Tobagi

    • 28 maggio 1980

    Walter Tobagi esce dalla sua abitazione alle ore 11.00 del mattino e si dirige verso via Salaino per prendere l’auto in garage: due giovani gli si avvicinano e sparano. Tobagi cade a terra e muore.
    All’agguato partecipano Marco Barbone, Paolo Morandini, Mario Marano, Francesco Giordano, Daniele Laus e Manfredi De Stefano.

    Riferimenti:
    – Testimone scomodo. Walter Tobagi – Scritti scelti 1975-80, a cura di Aldo Forbice, Milano 1989
    Emilio Alessandrini

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  • Michele Tatulli

    • 8 gennaio 1980

    I tre agenti di Polizia, Antonio Cestari, Rocco Santoro e Michele Tatulli, in servizio presso il commissariato di Porta Ticinese della Questura di Milano, svolgono, la mattina dell’8 gennaio 1980, un compito di perlustrazione della parte sud della città con un’auto civetta ed in borghese.
    Il traffico del mattino è intenso e l’auto dei tre poliziotti viene speronata, alle 8,15 in via Schievano, da una 128 bianca che in realtà li sta seguendo da un po’ di tempo. I poliziotti pensano ad una casualità, ma è un attentato in piena regola: gli occupanti della 128 iniziano a sparare a raffica con armi automatiche. Gli agenti non hanno possibilità di reazione e muoiono sul colpo riversi sui sedili. I terroristi riescono a fuggire.
    Michele Tatulli ha 25 anni.

    Il comune di Milano ha posto una lapide in loro memoria in Via Schievano al due.

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  • Rocco Santoro

    • 8 gennaio 1980

    I tre agenti di Polizia, Antonio Cestari, Rocco Santoro e Michele Tatulli, in servizio presso il commissariato di Porta Ticinese della Questura di Milano, svolgono, la mattina dell’8 gennaio 1980, un compito di perlustrazione della parte sud della città con un’auto civetta ed in borghese.
    Il traffico del mattino è intenso e l’auto dei tre poliziotti viene speronata, alle 8,15 in via Schievano, da una 128 bianca che in realtà li sta seguendo da un po’ di tempo. I poliziotti pensano ad una casualità, ma è un attentato in piena regola: gli occupanti della 128 iniziano a sparare a raffica con armi automatiche. Gli agenti non hanno possibilità di reazione e muoiono sul colpo riversi sui sedili. I terroristi riescono a fuggire.
    Antonio Cestari lascia a moglie ed un figlio ancora piccolo.

    Il comune di Milano ha posto una lapide in loro memoria in Via Schievano al due.

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  • Giuseppe Pisciuneri

    • 10 aprile 1980

    Alle 7.30 del mattino Giuseppe Pisciuneri esce dalla sua abitazione di via Nizza 33 per recarsi al lavoro. Si dirige in via Ribet e qui due uomini lo assalgono alle spalle e gli sfilano la pistola di servizio. Nasce una colluttazione e parte un colpo di pistola esploso da uno dei due assassini con la pistola stessa di Pisciuneri. L’agente muore a 30 anni colpito al cuore dal proiettile, lascia la moglie Rosaria Binelli. I due assassini fuggono su una 128 verde insieme ad altri due complici.

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  • Paolo Paoletti

    • 5 febbraio 1980

    Il dirigente responsabile della produzione Paolo Paoletti presso l’azienda ICMESA, viene ucciso per strada a Monza.

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  • Nicola Giacumbi

    • 16 marzo 1980

    Il procuratore Nicola Giacumbi la sera del 16 aprile 1980 sta rientrando a casa con la moglie Lilly Di Renna. Stanno percorrendo il tratto di strada di Corso Garibaldi per giungere al portone di casa allorchè sono assaliti da alcuni terroristi che gli sparano e che riescono ad uccidere il procuratore Giacumbi. La moglie Lilly si salva per miracolo, pur sfiorata da un proiettile alla nuca.
    Il magistrato aveva precedentemente rifiutato la scorta per non rischiare altre vite accettando il ruolo di “facente funzioni” di procuratore della Repubblica.
    Lascia la moglie Lilly ed il figlio Giuseppe di sei anni.

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  • Girolamo Minervini

    • 18 marzo 1980

    Il magistrato Minervini si impegna profondamente nell’attività di magistratura: dalla Procura generale della Cassazione al Consiglio superiore della Magistratura fino ad assumere l’incarico di Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena il 17 marzo 1980.
    Il 18 marzo 1980, a Roma, Girolamo Minervini viene ucciso da un terrorista mentre viaggia sull’autobus che lo sta portando al lavoro. L’assassino, compiuta l’uccisione, si fa largo tra i passeggeri continuando a sparare e ne ferisce tre.
    Lascia la moglie Orietta, il figlio Mauro e la figlia Ambra.

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  • Manfredo Mazzanti

    • 28 novembre 1980

    Manfredo Mazzanti è ingegnere, direttore tecnico dello stabilimento Unione delle Acciaierie Falk: viene ucciso vicino alla sua abitazione al mattino intorno alle ore 7.30.

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  • Angelo Mancia

    • 12 marzo 1980

    Angelo Mancia, dipendente, con mansioni esecutive, del giornale “Secolo d’Italia” e segretario della sezione del Movimento Sociale Italiano del quartiere Talenti, fu ucciso nei pressi della sua abitazione da un commando di terroristi. Due giovani gli esplosero contro due colpi di pistola alla schiena e un colpo di grazia alla nuca.

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  • Ezio Lucarelli

    • 26 novembre 1980

    Il brigadiere Lucarelli con il collega Giuseppe Palermo sono in un garage-carrozzeria a Lambrate per un controllo: chiedono i documenti a due uomini in un’auto. I due uomini per tutta risposta sparano ai due carabinieri uccidendo Ezio Lucarelli e ferendo il maresciallo Palermo.

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  • Sergio Gori

    • 29 gennaio 1980

    E’ assassinato intorno alle 9,30 del mattino. Lascia la figlia Barbara.

    Riferimento:
    Alfredo Albanese

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  • Enrico Rizziero Galvaligi

    • 31 dicembre 1980

    Il Generale Galvaligi è vice comandante dell’Ufficio per il coordinamento dei servizi di sicurezza nelle carceri, braccio destro del generale Dalla Chiesa prima e del Generale Risi, successivamente.
    L’agguato avviene la sera del 31 dicembre al rientro del generale e della moglie dalla Messa in parrocchia vicino casa. Avvicinandolo con la scusa della consegna di un pacco, due terroristi gli sparano cinque colpi.
    Lasca la moglie e il figlio Paolo, anch’egli arruolato nei carabinieri.

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  • Guido Galli

    • 19 marzo 1980

    Il dott. Galli viene ucciso, al termine della sua lezione, da un commando di Prima Linea nel corridoio del secondo piano dell’Università davanti all’Aula Magna.
    I terroristi, quattro o cinque, uccidono il magistrato con tre colpi di pistola sparati alla schiena.
    Lascia la moglie Bianca e cinque figli: Alessandra, Carla, Giuseppe, Paolo e Riccardo.

    18 MARZO 2007 A SARONNO – AULA DELLE UDIENZE PENALI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA DOMENICA – RICORDO DI GUIDO GALLI 27 ANNI DOPO LA MORTE
    Testo di Gian Luigi Fontana, sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano

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  • Giuseppe Filippo

    • 28 novembre 1980

    L’appuntato Filippo Giuseppe sta rientrando a casa dopo la sua giornata di servizio presso l’archivio generale della Questura.
    Proprio sul portone di casa viene affrontato da due sconosciuti che cercano di togliergli l’arma:la sua reazione fa sì che i due lo uccidano e fuggano in auto.

    Il giorno 28 novembre 2006 si è svolta in Bari la cerimonia per l’intitolazione alla sua memoria del sottovia Giuseppe Filippo.

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  • Francesco Evangelista

    • 28 maggio 1980

    Francesco Evangelista è in pattuglia con dei colleghi davanti al Liceo Giulio Cesare di Roma: vengono bersagliati con alcuni colpi di pistola dai terroristi dei Nar Valerio Fioravanti, Giorgio Vale, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.
    Francesco Evangelista muore mentre il collega Giuseppe Manfreda rimane ferito.

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  • Pietro Cuzzoli

    • 11 agosto 1980

    Sei terroristi di Prima Linea l’11 agosto compiono una rapina in una banca di Viterbo. Alcuni di loro, nella fuga, prendono un autobus per Roma che viene successivamente fermato da una pattuglia dei Carabinieri: i terroristi aprono il fuoco e i due carabinieri, Cuzzoli e Cortellessa, pur lottando e riuscendo a ferire il terrorista Michele Viscardi, soccombono.
    I due militari, come si legge nella motivazione, si sono spinti con assoluta dedizione al dovere “…fino all’estremo sacrificio”.

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  • Antonio Chionna

    • 3 giugno 1980

    Antonio Chionna tenta di sventare una rapina ai danni della filiale della Banca Commerciale di Martinafranca: affronta i tre individui,ma nella colluttazione viene ucciso.Antonio Chionna è insignito della medaglia al valor militare alla memoria.

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  • Antonio Cestari

    • 8 gennaio 1980

    I tre agenti di Polizia, Antonio Cestari, Rocco Santoro e Michele Tatulli, in servizio presso il commissariato di Porta Ticinese della Questura di Milano, svolgono, la mattina dell’8 gennaio 1980, un compito di perlustrazione della parte sud della città con un’auto civetta ed in borghese.
    Il traffico del mattino è intenso e l’auto dei tre poliziotti viene speronata, alle 8,15 in via Schievano, da una 128 bianca che in realtà li sta seguendo da un po’ di tempo. I poliziotti pensano ad una casualità, ma è un attentato in piena regola: gli occupanti della 128 iniziano a sparare a raffica con armi automatiche. Gli agenti non hanno possibilità di reazione e muoiono sul colpo riversi sui sedili. I terroristi riescono a fuggire.
    Antonio Cestari lascia la moglie e due figli.

    Il comune di Milano ha posto una lapide in loro memoria in Via Schievano al due.

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  • Antonino Casu

    • 25 gennaio 1980

    Con il tenente colonnello Emanuele Tuttobene di cui è l’autista, Casu è assassinato intorno alle 13.15, quando la sua auto è intercettata dai terroristi che la crivellano di colpi.
    Lascia la moglie e due figli: Giuseppe e Giovanni.

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  • Renato Briano

    • 12 novembre 1980

    Renato Briano la mattina del 12 novembre 1980 a Milano viene seguito sulla metropolitana e nei pressi della stazione Gorla viene ucciso da due colpi di pistola sparati a bruciapelo tra i passeggeri.
    Lascia la moglie e tre figli: Maria Adelaide, Italo e Andrea.

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  • Vittorio Bachelet

    • 12 febbraio 1980

    L’uccisione del Professor Bachelet avviene all’Università di Roma davanti all’aula dove ha appena terminato la lezione di diritto amministrativo. I suoi assassini si sono infatti mescolati tra gli studenti: i due terroristi con le pistole in pugno sparano otto colpi a bruciapelo al professore che si accascia subitaneamente morente. Il secondo killer interviene sparando ulteriori cinque colpi per finirlo. Al panico che si crea i due terroristi, confusi tra gli studenti, aggiungono urlando che c’è una bomba. Gli assassini, pertanto, riescono a dileguarsi nel caos scatenato da quella voce e nonostante il presidio presente quel giorno in Università, in occasione di una tavola rotonda sul terrorismo.

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  • Maurizio Arnesano

    • 6 febbraio 1980

    L’agente Arnesano è in servizio di vigilanza davanti all’ambasciata del Libano a Roma: viene ucciso a colpi di pistola. I due terroristi, identificati in Valerio Fioravanti e Giorgio Vale dei Nuclei armati rivoluzionari, gli tolgono le armi.

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  • Pino Amato

    • 19 maggio 1980

    L’auto dell’assessore Amato viene bloccata in vicolo Alabadieri: tre uomini e una donna sparano ed uccidono l’assessore. I terroristi fuggono subito dopo, ma l’autista e addetto di scorta Ciro Esposito reagisce a sua volta sparando e ferendo uno degli assalitori.
    Il commando terrorista viene arrestato dopo un inseguimento ed una sparatoria per le vie di Napoli.
    Vengono dunque arrestati: Bruno Seghetti, ferito dall’autista di Amato, Maria Teresa Romeo, Luca Nicoletti e Salvatore Colonna.

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  • Mario Amato

    • 23 giugno 1980

    Mario Amato svolge funzioni di sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Rovereto fino alla metà del 1977 allorchè passa come sostituto Procuratore presso la Procura di Roma e si occupa di istruire delicatissimi processi riferitesi al cosiddetto “terrorismo nero”. Riceve proprio a questo riguardo minacce e “avvertimenti” di varia natura che lo inducono a chiedere una scorta che tuttavia non viene concessa.
    Il mattino del 23 giugno, mentre attende l’autobus, viene avvicinato dal neofascista Gilberto Cavallini, sceso da una moto guidata da Luigi Ciavardini, che gli spara un colpo alla nuca e l’uccide subitaneamente.

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  • Luigi Allegretti

    • 10 marzo 1980

    Luigi Allegretti, cuoco in un ristorante del centro, fu ucciso con tre colpi di pistola da due persone a bordo di una Vespa.

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  • Alfredo Albanese

    • 12 maggio 1980

    Il mattino del 12 maggio 1980 il Commissario Albanese, nei pressi della sua abitazione, è affrontato da un commando delle Brigate Rosse e crivellato di colpi. Muore durante il trasporto al policlinico Umberto I, lasciando la moglie Teresa in attesa del primo figlio.

    Riferimento:
    Sergio Gori

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  • Ippolito Cortellessa

    • 11 agosto 1980

    Sei terroristi di Prima Linea l’11 Agosto compiono una rapina in una banca di Viterbo. Alcuni di loro, nella fuga, prendono un autobus per Roma che viene successivamente fermato da una pattuglia dei Carabinieri: i terroristi aprono il fuoco e i due carabinieri, Cuzzoli e Cortellessa, pur lottando e riuscendo a ferire il terrorista Michele Viscardi, soccombono.
    I due militari, come si legge nella motivazione, si sono spinti con assoluta dedizione al dovere “…fino all’estremo sacrificio”.

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  • Carlo Ala

    • 31 gennaio 1980

    La sera del 31 gennaio 1980, alle 21,50 è appena arrivato il bus che ha accompagnato i 40 operai del turno di notte alla Framtek. Nella guardiola dello stabilimento ci sono Carlo Ala ed il collega Giovanni Pegorin. Vi sono inoltre l’autista dell’autobus, De Marchi, e Mario Lutri, agente dell’istituto di sorveglianza “Orione”. Dal buio escono quattro individui armati che prendono in ostaggio i sorveglianti e li spingono nella guardiola. Sbucano altri due terroristi: si dirigono verso l’infermeria e lanciano delle bottiglie incendiarie che esplodono. Oltre la parete di fondo c’è la centralina del metano che potrebbe innescare lo scoppio degli altiforni della Framtek.
    I terroristi tornano alla guardiola e fanno sdraiare Ala e portano Pegorin dietro i bagni, infine sparano 10 colpi che crivellano il corpo di Carlo Ala e feriscono Giovanni Pegorin. Carlo Ala muore dissanguato mentre arriva in ospedale. Lascia la moglie e le figlie Cristina di 26 anni, Caterina di 24 e Maria Pia di 21.
    Il commando di brigatisti riesce a fuggire su due auto inseguite dai colpi di pistola dell’agente Lutri che reagisce dopo essersi ripreso dallo smarrimento.
    Carlo Ala è il primo operaio del gruppo Fiat a cadere assassinato da terroristi.

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