Archivio vittime: 1976

  • Giovanni Saponara

    • 8 giugno 1976

    Due commando composti da 3 e 2 uomini armati di pistole compiono la strage agendo separatamente, ma simultaneamente. Il primo gruppo spara al giudice Coco nei pressi della sua abitazione, uccidendolo insieme all’agente di scorta Giovanni Saponara. Poco distante, il secondo gruppo spara all’autista del magistrato che lo sta aspettando: l’appuntato dei carabinieri Antioco Deiana che muore seduto al posto di guida.
    Saponara lascia la moglie Angela Zagaria e i due figli Gianluigi di 11 anni e Angelo Giuseppe di 8.

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  • Enrico Pedenovi

    • 29 aprile 1976

    L’avvocato Enrico Pedenovi è consigliere provinciale e membro del Comitato centrale del M.S.I.: il giorno 29 aprile del 1976 viene ucciso con dei colpi di pistola mentre sta salendo sulla sua auto.

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  • Prisco Palumbo

    • 14 dicembre 1976

    Il vicequestore Alfonso Noce, responsabile dei Servizi di sicurezza per il Lazio viene assalito da alcuni terroristi scesi da un furgone. Vengono sparate raffiche di mitra e nel corso di questa sparatoria viene ucciso l’agente Prisco Palumbo con un colpo alla tempia che lo fredda al volante dell’auto. Nello scontro a fuoco muore anche il terrorista Zicchitella dei Nuclei Armati Proletari: il vicequestore Noce e un altro agente della sua scorta restano feriti.

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  • Vittorio Padovani

    • 15 dicembre 1976

    All’alba del 15 dicembre la polizia ha predisposto un’irruzione nell’appartamento dove abita Walter Alasia.
    Quest’ultimo viene sorpreso e cercando di sfuggire alla cattura scatena una sparatoria con le forze dell’ordine: il maresciallo Bazzega e il vicequestore Padovan muoiono.
    Walter Alasia stesso viene ucciso nel cortile della sua abitazione dopo un tentativo di fuga dalla finestra. La colonna milanese delle Brigate Rosse prenderà il suo nome.

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  • Vittorio Occorsio

    • 10 luglio 1976

    Il magistrato Occorsio viene colpito, mentre è in macchina, da una raffica di mitra esplose da una o più persone a bordo di una motocicletta.
    I terroristi fuggono portandosi via la borsa del magistrato che contiene alcuni documenti, ma lasciano alcuni volantini con i quali il “Movimento Politico Ordine Nuovo” rivendica l’uccisione del dottor Occorsio.
    Il magistrato ha indagato sul Sifar, sulla strage di Piazza Fontana e sui rapporti tra terrorismo neofascista e massoneria.

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  • Bianca Daller

    • 16 dicembre 1976

    Il 16 dicembre 1976, a Brescia, nei pressi di una delle colonne del portico di Piazzale Arnaldo da Brescia, scoppiò un ordigno confezionato con esplosivo da mina racchiuso in una pentola a pressione nascosta in una borsa.
    Le schegge, proiettate nel raggio di cento metri, colpirono numerose persone, causando la morte dell’insegnante Bianca Daller, e il ferimento di un’altra decina.

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  • Antioco Deiana

    • 8 giugno 1976

    Due commando composti da 3 e 2 uomini armati di pistole compiono la strage agendo separatamente, ma simultaneamente. Il primo gruppo spara al giudice Coco nei pressi della sua abitazione, uccidendolo insieme all’agente di scorta Giovanni Saponara. Poco distante, il secondo gruppo spara all’autista del magistrato che lo sta aspettando: l’appuntato dei carabinieri Antioco Deiana muore seduto al posto di guida.
    Dejana lascia la moglie Annamaria Marras ed il figlio Massimo di 9 anni

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  • Francesco Cusano

    • 2 settembre 1976

    Sono le 19,45, il dott. Cusano e l’appuntato Anceschi sono presso i giardini pubblici Zumaglini: chiedono i documenti di identità a due giovani che si erano fermati in auto lì vicino. Il presunto Paolo Sicca scende dall’auto e rimane vicino al funzionario mentre l’altro rimane al posto di guida e porge il documento. Cusano si accorge di irregolarità sul documento e chiede ai due di accompagnarlo alla stazione di P.S. a cento metri di distanza. Questo innesca la reazione dei due giovani: il guidatore scende e spara contro Cusano in pieno petto colpendolo mortalmente. L’appuntato Ancesci ha il tempo per una reazione: si ripara e risponde al fuoco, ma i due assalitori riescono a fuggire in auto che viene in seguito abbandonata.
    L’assassino del dott. Cusano ha un nome: Lauro Azzolini, trentatreenne, nato a Casina di Reggio Emilia il 10 settembre 1943, incensurato.
    Il dott. Cusano lascia la moglie Giuseppina Porcaro e il figlio Maurizio, diciassettenne.

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  • Francesco Coco

    • 8 giugno 1976

    Due commando, composti da 3 e 2 uomini armati di pistole, compiono la strage agendo separatamente, ma simultaneamente. Il primo gruppo spara al giudice Coco nei pressi della sua abitazione, uccidendolo insieme all’agente di scorta Giovanni Saponara. Poco distante, il secondo gruppo spara all’autista del magistrato che lo sta aspettando: l’appuntato dei carabinieri Antioco Deiana muore seduto al posto di guida.
    Il magistrato lascia la moglie Paola e i figli Maria Giovanna, Daniela e Massimo.

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  • Sergio Bazzega

    • 15 dicembre 1976

    All’alba del 15 dicembre la polizia ha predisposto un’irruzione nell’appartamento dove abita Walter Alasia.
    Quest’ultimo viene sorpreso e cercando di sfuggire alla cattura scatena una sparatoria con le forze dell’ordine: il maresciallo Bazzega e il vicequestore Padovani muoiono.
    Walter Alasia stesso viene ucciso nel cortile della sua abitazione dopo un tentativo di fuga dalla finestra. La colonna milanese delle Brigate Rosse prenderà il suo nome.

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