Archivio vittime: 1975

  • boffa-enrico

    Boffa Enrico

    • 21 ottobre 1975

    Enrico Boffa fu tra i primi ad essere colpito alle gambe ovvero “gambizzato”, come fu definito questo tipo di ferimento al quale molti altri subirono. Ha ancora nella gamba la pallottola che lo colpì. Durante l’attentato, sotto casa sua a Rivoli al rientro dal lavoro, gli fu anche fatta dai terroristi una fotografia con una pistola puntata alla tempia e una cartello al collo. Un secondo colpo fortunatamente non lo raggiunse.

    Visualizza la scheda completa
  • casabona-vincenzo

    Casabona Vincenzo

    • 23 ottobre 1975

    Casabona sta rientrando verso sera a casa in compagnia del figlio quando un uomo lo avvicina ed estrae una pistola. Si tratta in realtà di un commando composto da quattro uomini che lo prendono e lo trascinano via su un furgone sotto gli occhi del figlio e dei passanti.
    Intorno a mezzanotte, viene rilasciato legato ad un albero presso l’immondezzaio di Recco.

    Visualizza la scheda completa
  • Crisci Giovambattista

    • 22 ottobre 1975

    Giovambattista Crisci viene ferito gravemente durante un conflitto a fuoco nello svolgimento di una operazione di Polizia Giudiziaria. Nello stesso scontro a fuoco muoiono i colleghi Lombardi, Mussi e Femiano.

    Visualizza la scheda completa
  • fossat-paolo

    Fossat Paolo

    • 19 giugno 1975

    Paolo Fossat si reca, come tutte le mattine, all’ingresso dello stabilimento Fiat di Rivalta: sono le 7,45. Mentre è sul piazzale antistante si avvicinano due giovani a viso scoperto e gli sbarrano il passaggio. Uno dei giovani impugna una pistola munita di silenziatore e spara alle gambe di Fossat sei colpi di cui due vanno a vuoto.
    I due giovani fuggono in auto e Paolo Fossat viene soccorso e trasportato alle Molinette.

    Visualizza la scheda completa
  • giovanni-dalfonso

    Giovanni D’Alfonso

    • 5 giugno 1975

    È il 5 giugno 1975. Una pattuglia di carabinieri composta dal tenente Umberto Rocca, dal maresciallo Rosario Cattafi e dagli appuntati Giovanni D’Alfonso e Pietro Barberis sta perlustrando le colline di Arzello, a pochi chilometri da Acqui Terme. Giunti alla Cascina Spiotta, i carabinieri sono accolti dal lancio di bombe a mano e da colpi di armi da fuoco da parte di terroristi guidati da Mara Cagol. Si tratta dell’epilogo delle indagini scattate in seguito al sequestro di Vittorio Vallarino Gancia, figlio del proprietario della nota casa vinicola, ad opera delle Brigate Rosse. L’unico a rimanere illeso sarà l’appuntato Barberis, pure protagonista dello scontro armato. Il tenente Umberto Rocca, preso in pieno, perderà un braccio e un occhio; il maresciallo Rosario Cattafi, investito dalle schegge, rimarrà ferito, e numerosi colpi d’arma da fuoco raggiungeranno l’appuntato Giovanni D’Alfonso, causandone la morte dopo alcuni giorni di agonia, l’11 giugno 1975.

    Visualizza la scheda completa
  • Mario Zicchieri

    • 29 ottobre 1975

    Mario Zicchieri, militante del “Fronte della Gioventù”, fu ucciso, a distanza di poco più di sei mesi dall’omicidio di Sergio Ramelli, mentre si apprestava ad aprire la sezione del Movimento Sociale Italiano al quartiere Prenestino.
    La scarica dei colpi esplosi determinò il ferimento anche di un altro giovane.
    Diverso tempo dopo, alcuni appartenenti alle “Brigate Rosse” affermarono che l’azione era stata voluta “per incutere terrore ai militanti di destra”.

    Visualizza la scheda completa
  • Carlo Saronio

    • 14 maggio 1975

    Carlo Saronio, giovane ingegnere milanese discendente da una famiglia di industriali farmaceutici, era stato simpatizzante di gruppi di estrema sinistra, dai quali si era poi distaccato.
    Alcuni appartenenti a “Potere Operaio” (alcuni dei quali erano stati suoi amici) lo rapirono per estorcere alla famiglia denaro da destinare al finanziamento dell’organizzazione terroristica. Saronio rimase ucciso da una dose letale di cloroformio nel trasferimento verso il luogo dove era previsto che rimanesse prigioniero. La famiglia pagò il riscatto nonostante mancassero prove della permanenza in vita del loro congiunto.
    Il cadavere fu recuperato nel greto di un canale a Segrate, a distanza di anni e a seguito delle dichiarazioni rese da uno dei sequestratori.

    Visualizza la scheda completa
  • Sergio Ramelli

    • 13 marzo 1975

    Il 28 febbraio 1975 si celebrò a Roma il processo di primo grado a carico degli esponenti del gruppo di estrema sinistra “Potere operaio” accusati della morte di Virgilio e Stefano Mattei, uccisi il 16 aprile 1973 nel ‘rogo di Primavalle’.
    Nel corso della manifestazione organizzata a favore degli accusati, si verificarono gravissimi scontri tra militanti di “Potere Operaio” e giovani di destra.
    Mikis Mantakas, uno studente greco appartenente al movimento giovanile di destra FUAN rimase ucciso da due esponenti della sinistra.
    In alcune località italiane, in seguito a questi avvenimenti, si svolsero manifestazioni di piazza, spesso con violenti scontri tra opposte fazioni, ed aggressioni mirate. A Milano, a distanza di una decina di giorni, un altro giovane di destra, il diciottenne Sergio Ramelli, militante del “Fronte della Gioventù”, fu aggredito a colpi di spranga e chiavi inglesi, da appartenenti ad “Avanguardia Operaia”.
    Morirà il 29 aprile per le ferite riportate che avevano imposto un intervento ricostruttivo del cranio.

    Visualizza la scheda completa
  • Antonio Niedda

    • 4 settembre 1975

    L’appuntato Niedda, componente di una pattuglia di pronto intervento e vigilanza stradale, è in servizio sulla stradale a Ponte del Brenta. Ferma una vettura per un controllo di routine. Il terrorista Br al volante lo fredda con tre colpi di pistola e si da alla fuga. Antonio Niedda resta sulla strada ormai senza vita, ma un’altro agente immobilizza e arresta il brigatista.
    Il presidente Ciampi, ha conferito alla sua memoria la Medaglia d’Oro.

    Visualizza la scheda completa
  • Gianni Mussi

    • 22 ottobre 1975

    Gianni Mussi viene ucciso durante un conflitto a fuoco nello svolgimento di una operazione di Polizia Giudiziaria. Nello stesso scontro a fuoco muoiono anche i colleghi Lombardi e Femiano, viene ferito gravemente il maresciallo Crisci.

    Visualizza la scheda completa
  • Mantakas Mikaeli (Mikis)

    • 28 febbraio 1975

    Il 28 febbraio 1975 si celebrò a Roma il processo di primo grado a carico degli esponenti del gruppo di estrema sinistra “Potere operaio” accusati della morte di Virgilio e Stefano Mattei, uccisi il 16 aprile 1973 nel ‘rogo di Primavalle’.
    Nel corso della manifestazione organizzata a favore degli accusati, si verificarono gravissimi scontri tra militanti di “Potere Operaio” e giovani di destra.
    Mikis Mantakas, uno studente greco appartenente al movimento giovanile di destra FUAN rimase ucciso da due esponenti della sinistra.
    In alcune località italiane, in seguito a questi avvenimenti, si svolsero manifestazioni di piazza, spesso con violenti scontri tra opposte fazioni, ed aggressioni mirate. A Milano, a distanza di una decina di giorni, un altro giovane di destra, il diciottenne Sergio Ramelli, militante del “Fronte della Gioventù”, fu aggredito a colpi di spranga e chiavi inglesi, da appartenenti ad “Avanguardia Operaia”.
    Morirà il 29 aprile per le ferite riportate che avevano imposto un intervento ricostruttivo del cranio.

    Visualizza la scheda completa
  • Giuseppe Lombardi

    • 22 ottobre 1975

    Giuseppe Lombardi viene ucciso durante un conflitto a fuoco nello svolgimento di una operazione di Polizia Giudiziaria. Muoiono nello stesso conflitto a fuoco Mussi Gianni e Femiano Armando, viene ferito gravemente Crisci Giovambattista.
    Lascia la moglie, la figlia Nadia e il figlio Angelo Michele.

    Visualizza la scheda completa
  • Armando Femiano

    • 22 ottobre 1975

    Armando Femiano viene ucciso durante un conflitto a fuoco nello svolgimento di una operazione di Polizia Giudiziaria. Nello stesso scontro a fuoco muoiono anche i colleghi Lombardi e Mussi, viene ferito gravemente il maresciallo Crisci.

    Visualizza la scheda completa
  • Leonardo Falco

    • 24 gennaio 1975

    Il vice brigadiere Leonardo Falco e l’appuntato Giovanni Ceravolo erano impegnati in una perquisizione domiciliare a carico di un soggetto sospettato di essere autore della strage sul treno Italicus del 4 agosto 1974, quando vennero barbaramente uccisi dal criminale a colpi d’arma da fuoco.
    Un terzo operatore di Polizia venne gravemente ferito.
    L’assassino – che si accerterà essere uno dei principali esponenti della eversione di destra e al quale saranno addebitati altri gravi delitti – fu arrestato qualche tempo dopo e condannato all’ergastolo.

    Visualizza la scheda completa
  • Giovanni Ceravolo

    • 24 gennaio 1975

    Il vice brigadiere Leonardo Falco e l’appuntato Giovanni Ceravolo erano impegnati in una perquisizione domiciliare a carico di un soggetto sospettato di essere autore della strage sul treno Italicus del 4 agosto 1974, quando vennero barbaramente uccisi dal criminale a colpi d’arma da fuoco.
    Un terzo operatore di Polizia venne gravemente ferito.
    L’assassino – che si accerterà essere uno dei principali esponenti della eversione di destra e al quale saranno addebitati altri gravi delitti – fu arrestato qualche tempo dopo e condannato all’ergastolo.

    Visualizza la scheda completa